Cos’è un Ebook

Cos’è un eBook

Cos'è Un Ebook

Era una battaglia tra due distinte fazioni già molti anni fa: il libro cartaceo scomparirà! no, assolutamente, non si può sostituire la carta! il dibattito continua ancora oggi, più acceso che mai. Sono ormai tutti concordi nell’indicare come anno di nascita dell’eBook il 1971, quando vede la luce il progetto “Gutemberg”, l’ambiziosa speranza di Michael  Hart  di vedere  duplicati  in digitale  tutti  i più  importanti  libri esistenti,  liberi  da  diritti  d’autore  e  da  copyright.

Dopo  i  primi,  infelici tentativi,  è  soltanto  nel  1998  che  vedono  la  luce  i primi  veri  lettori  di eBook, il “RocketBook” ed il “SoftBook”, ma non ottengono un grande successo data la pesantezza  e la scarsa durata delle batterie. Verso la fine del 1998 esce il primo vero lettore effettivamente utilizzabile quotidianamente,  il  “Cybook”,  la  cui  evoluzione,  il  Gen  3  è  tuttora  in vendita. Mentre  negli anni successivi  cominciano  a spuntare  le prime  offerte  di libri in formato digitale, è solo nel 2006 che Sony lancia il primo eReader con tecnologia “e-ink” ed Amazon commercializza  la prima serie del suo “Kindle”, anch’esso con uno schermo di tipo e-ink.

Verso la fine del 2007 Bookeen  promuove  la  terza  generazione  del  “Cybook”  con  tecnologia SiPix (rivale di e-ink) e nel 2008 Sony raggiunge un accordo con Adobe per la gestione dei diritti d’autore degli eBook tramite DRM (acronimo di: Digital Right Management). D’ora in avanti sarà tutto un susseguirsi di lanci di nuovi prodotti da parte dei maggiori produttori di tecnologia al mondo, mentre si moltiplicano  in rete  gli  eBook  Store,  vere  e  proprie  librerie  online  dove  è  possibile acquistare eBook nei formati più diversi. Questa  battaglia  a colpi  di leggerezza,  durata  delle  batterie,  leggibilità dello schermo e completezza di accessori è tuttora in corso ed ha già contribuito ad un miglioramento  delle prestazioni, della leggibilità e della durata delle batterie, oltre ad un forte abbattimento dei prezzi al pubblico che,  in futuro,  vedrà  certamente  un  ulteriore  calo  anche  se  di minore entità.

 

CHE COS’E’ UN EBOOK

E’ ormai sotto gli occhi di tutti che il futuro del libro sarà digitale, ma è anche sotto gli occhi di tutti che il libro cartaceo non è assolutamente scomparso, anzi, sembra essere più vivo che mai. Seguo  questa  diatriba  ormai  da  molti  anni,  cerchiamo  quindi  di  fare chiarezza su quest’annosa questione che tormenta ogni lettore, attratto morbosamente dal libro digitale ma bloccato dal piacere feticistico che gli provoca quel piccolo parallelepipedo di carta. Ma in sostanza, fisicamente, che cos’è un eBook?

Un file. Nient’altro che un piccolo, semplice, insignificante file.

Per  coloro  completamente  a  digiuno  d’informatica,  un  file  è un’interminabile fila di caratteri, scritti sotto forma di numeri (zero ed uno) su di un supporto qualsiasi di memoria (CD, Dischi Rigidi, Chiavette usb, memorie flash ecc…). Quindi  niente  carta,  addio  inchiostro,  basta  con  le  pesanti  borse  da portare in spalla, soltanto un banalissimo file, peso zero. E’  facile  da  immaginare  che  una  qualsiasi  schedina  di  memoria  SD, pennina USB, addirittura un telefono, ne possono contenere tantissimi, a centinaia, se non addirittura migliaia. Questa è la caratteristica fondamentale degli eBook che li differenzia tantissimo dai libri cartacei, non occupano alcuno spazio e, in quanto fatti di files,  possono  ovviamente  essere  copiati,  trasferiti,  inviati,  scambiati messi in rete e via di seguito. Sembra tutto così facile, ed invece, come spesso accade, non è così. Anche  nel caso  degli eBook,  non tutto è ciò che sembra  ed è proprio questo il motivo per cui un eBook si legge benissimo su di un supporto, viene impaginato male su di un altro ed a volte non vuol proprio saperne di aprirsi su di un altro, il problema è nel “formato”.

IL FORMATO DI UN EBOOK

Il formato di un file è un piccolo gruppo di tre o quattro lettere precedute da   un   punto   posto   alla   fine   del   nome   del   file   stesso   (   es.:   I Malavoglia.pdf). Come certamente saprai, esistono file nei formati più vari, dalle immagini (a  loro  volta  in  molteplici  formati),  alla  musica  (sempre  suddivisa  in tantissimi formati), ai video, ai file di testo ed infine ai file utilizzati per gli eBook. In fondo anche i libri cartacei nascono da file, quelli che gli autori, dopo aver organizzato  sul loro pc, inviano agli editori per la correzione delle bozze e che infine gli editori inviano alla tipografia per la stampa.

Il  pioniere  dei  formati  utilizzati  per  gli  eBook  è  certamente  il  “pdf”, acronimo  di “Portable  Document  File”,  creato  da  Adobe  all’inizio  degli anni ’90 come mezzo di trasmissione di documenti con un certo valore legale, per la sua leggerezza (file di piccole dimensioni) e per le molteplici possibilità  di protezione  che offre. E’ tuttora  molto diffuso  e non è raro trovare eBook liberi da diritti in questo formato. Altri  formati  minori  sono  ad  esempio  “TXT”  ed  “RTF”,  il  primo,  il  cui acronimo sta per TEXT, è il più semplice e non prevede alcun tipo di formattazione,  cioè di modifica di grandezza del carattere, spaziatura tra le righe, inserimento di caratteri in grassetto. “RTF” invece sta per “Rich Text Format”, letteralmente  formato di testo ricco che prevede una certa libertà nella formattazione del testo, dei paragrafi e del carattere. E’ possibile trovare eBook anche in formato “DOC” ed “HTML”, il primo è il classico formato con cui i programmi Microsoft per la scrittura di testo salvano i file in formato nativo, mentre il secondo è il formato nel quale sono scritte le pagine web che trovi su internet, acronimo di “Hyper Text Markup Language”.
Tutti questi formati nonostante siano tuttora utilizzati per i libri elettronici, sono  stati  creati  per  la  stampa  e,  solo  in  seguito  adattati  all’editoria digitale, non sono quindi ottimizzati per la lettura su dispositivi mobili (per esempio non supportano il ridimensionamento  automatico della pagina e del carattere a seconda della grandezza dello schermo o la rotazione del dispositivo  per  allargare  l’area  di  lettura).  Attualmente  il  formato  più diffuso è “ePub”, abbreviazione di “electronic publication”. Come abbiamo visto la vasta gamma di formati di ebook attualmente disponibili possono facilmente confondere, ciò che bisogna tenere presente è: quali sono i formati che funzionano  sul vostro dispositivo  di lettura. Un altro criterio che si può considerare potrebbe essere il numero di editori che utilizzano il formato o la gamma di libri disponibili in quel formato.
Ecco comunque un elenco e una breve descrizione di tutti o quasi tutti i formati di eBook:
1.     AZW: E’ il formato proprietario  del Kindle di Amazon sviluppato per i libri protetti da DRM e non protetti. Si basa sul formato MOBI, ma utilizza un diverso numero di serie.
2.     PDF: Creato  da Adobe,  è uno  dei formati  di file più comunemente usato  su  Internet,  questo  tipo  di  file  può  essere  facilmente isualizzato da qualsiasi computer o ebook reader. E’ di solito utilizzato per creare brochure e manuali.
3.     BBeB: (BroadBand  eBook)  è  un  formato  proprietario  sviluppato  per Sony   eReader.   Insieme   ai   BBeB   file   troviamo   anche   le estensioni .LRS, .LRF, o .LRX.
4.     ePub: Sviluppato  da International  Digital  Publishing  Forum,  EPUB  è un formato di libro aperto che è basato su XHTML e XML. ePub è oggi considerato lo standard del settore ebook.
5.     FB2: (Fiction   Book   versione   2)   è   il   formato   utilizzato   dai   file FictionBook. E ‘supportato da diversi ebook reader tra cui AlReader, FBReader e HaaliReader.
6.     HTML: (HyperText  Markup Language)  è il formato principale utilizzato dai siti Internet, utilizzato anche da molti ereader.
7.     CHM: (Compressed HTML) è un formato proprietario utilizzato principalmente per la guida in linea e i documenti di riferimento.
8.     IMP: (Internet Messaging Program) è un formato di file sviluppato principalmente  per servire da intermediario  tra un browser web e un server di posta. Esso è sostenuto da un certo numero di lettori di ebook tra cui REB 1200 e eBookwise-1150.
9.  DOC: I  file   .DOC   possono   fare   riferimento   a  uno   dei  seguenti documenti:  (a) i documenti  di Microsoft  Word  (estensione  del file è .doc), oppure (b) ebooks PalmOS (alternativamente denominata DOC, Aportis DOC, PalmDoc, o PalmDOC).
10.  MOBI: E’ un formato  Open  sviluppato  per  Mobipocket  Reader.  I file MOBI possono essere protetti da DRM o non protetti, possono avere anche estensione .prc.
11.  PRC: (Palm Resource  Compiler)  è utilizzata  per i dispositivi  palmari PalmOS.
12.  TXT: Testo normale si riferisce al contenuto testuale senza particolari elaborazioni. Esso supporta l’inglese e alcune lingue occidentali. Per questi file si utilizza l’estensione  .txt.
13.  RTF: Sviluppato da Microsoft, RTF (Rich Text Format) è un formato multipiattaforma   che   funziona   con   qualsiasi   processore   o sistema di calcolo. I file solitamente hanno estensione .rtf.
14.  RB: I file RB (REALbasic) hanno estensione .Rb. E’ il formato di file utilizzato da Rocket eBook e REB 110.
15.  LIT:Un  altro  formato  di  file  sviluppato   da  Microsoft,   i  file  LIT lavorano   esclusivamente   su  Microsoft   Reader.   Tuttavia,   gli ebook reader non-Microsoft, come Lexcycle Stanza possono visualizzare i file non protetti LIT.
16.  PDB: E’ un formato di file utilizzato da eReader, un lettore di ebook gratuito che consente di visualizzare gli ebook di Palm Digital Media.
17.  LBR: E’ il formato  creato  per  Libris,  un lettore  di ebook  basato  su java,   utilizzato   anche   per   i  telefoni   cellulari,   PDA   e  altri dispositivi  mobili.  I file  Libris  utilizzano  due  tipi  di  estensioni: .LBR e .bin.
18.  STK: Si riferisce al formato proprietario utilizzato da STAReBook, un eReader  cinese  che  come  hardware  assomiglia  al  Cybook Gen3.
19.  WOLF: E’ un formato proprietario sviluppato dalla ditta taiwanese Jinke per l’utilizzo esclusivo da parte degli Hanlin eReader.
Come abbiamo visto i formati in cui possiamo trovare i nostri eBook sono tantissimi vale la pena sottolineare però che i più diffusi sono pochi e tra questi  spicca  certamente,   come  abbiamo   già  accennato,   il  formato “epub”, il più utilizzato per i suoi innumerevoli vantaggi: in primo luogo è uno standard di tipo “Open Source”, questo significa che chiunque può collaborare al suo miglioramento. Proprio perché si tratta di uno standard aperto, ha il grande pregio di adattarsi a qualsiasi tipo di supporto, in altre parole, un file “epub” viene letto praticamente da qualsiasi lettore e viene visualizzato più o meno da tutti allo stesso modo. Comunque niente paura, anche se ti capitasse il libro che hai sempre desiderato ma in un formato che il tuo lettore non riesce a visualizzare, il mondo del software è ricco di programmi di conversione  spesso gratuiti, che lo convertiranno in un batter d’occhio nel formato giusto, anche se a volte  la  formattazione  ed  alcune  funzioni secondarie  vanno inesorabilmente perse.

I LETTORI DI EBOOK (EREADER)

Nonostante  qualunque  computer  sia  potenzialmente  in  grado  di permettere la lettura di un eBook, non è certamente agevole tantomeno riposante  restare  immobili  per  ore  davanti  ad  uno  schermo  anche  se ormai la maggior parte degli schermi sono di tipo LCD. Si parla quindi di eBook reading device, o più brevemente eReader, solo riferendosi a quei dispositivi dotati di caratteristiche tali da poter essere usati in maniera analoga a quella di un libro cartaceo. Le  caratteristiche   essenziali  che  un  eBook  reading  device  dovrebbe avere sono:
essere dotato di una fonte autonoma di energia a lunga durata, avere dimensioni e peso simili a quelle di un libro cartaceo o possibilmente inferiori, permettere la lettura in condizioni ambientali (illuminazione ecc.) simili a quelle in cui può essere letto un normale libro cartaceo. Tenendo conto di queste caratteristiche, possiamo suddividere i vari dispositivi hardware disponibili sul mercato in Tablet PC, palmari e lettori dedicati (eReader).

ILTABLET PC

E’ un piccolo computer  portatile  con la forma di una tavoletta  (da cui il nome  tablet)  a  cui  sono  state  aggiunte  diverse  funzionalità  hardware, come  la possibilità  di ruotare  lo schermo,  spesso  di tipo tattile,  di 180 gradi in modo da renderlo  simile, nel modo d’uso, ad un blocco per gli  appunti.  Oltre  ai  soliti  sistemi  di  input,  non  utilizzabili  in  mobilità,  è previsto anche l’uso di un pennino che, tramite software opportunamente predisposto,  consente  di interagire  con lo schermo.

Questi  apparecchi, grazie alla loro flessibilità,  consentono  di svolgere  attività molto diverse tra loro ed hanno generalmente una notevole potenza di calcolo, più che sufficiente  per  gli  eBook.  Potendo  fare  uso  di  sistemi  operativi  molto diffusi inoltre, i Tablet PC possono leggere molti formati diversi di eBook ma   hanno   generalmente   lo   svantaggio   di   essere   un   po’   troppo ingombranti  e pesanti. Un altro problema  che affligge questi lettori è lo schermo  e in conseguenza  la durata  delle  batterie;  essendo  a tutti gli effetti un computer, è necessario uno schermo a colori, illuminato, rapido nella risposta e spesso con una superficie lucida.

Queste caratteristiche non sono strettamente  necessarie  per leggere  un eBook e comportano inoltre un notevole dispendio  energetico,  infatti l’autonomia  di un Tablet non supera mai le dieci/dodici  ore di uso continuo. Altro dettaglio che li allontana dall’immediatezza  di un libro cartaceo restano i tempi di attesa, ancora troppo lunghi a causa del caricamento del sistema operativo o di equippaggiamenti hardware non all’altezza dei compiti richiesti.

DISPOSITIVI PALMARI

Fino a qualche anno fa, erano in forte crescita, si tratta di dispositivi che grazie  alle  ridotte  dimensioni   possono  essere  facilmente   trasportati. Anche  se  sono  nati  per  essere  sostanzialmente  delle  agende elettroniche,  i  palmari  si  sono  arricchiti  di  funzionalità  soprattutto  per quello  che  riguarda  il campo  multimediale.  La  potenza  di calcolo  e la capacità  di  memoria  che  offrono,  pur  non  raggiungendo   quella  dei computer portatili, sono comunque tali da permettere di portarsi dietro centinaia di libri e leggere anche gli eBook più complessi. I principali limiti di questi dispositivi sono da ricercare soprattutto nelle dimensioni dello schermo (molto inferiori ad una pagina di un libro in edizione tascabile) che non permettono di visualizzare molto testo. Sono ormai in via di estinzione, quasi completamente sostituiti dai cosiddetti “Smartphone”, telefoni cellulari dotati ormai di molte funzioni e di schermi intorno ai tre/quattro pollici, sui quali è possibile leggere, qualche volta con difficoltà gli eBook.

EREADER

Appartengono a questa tipologia tutti quei dispositivi (anche molto diversi fra loro) appositamente  progettati per essere dei lettori di eBook. Anche se  sono  i  dispositivi   più  indicati   e  comodi   per  leggere   gli  eBook, inizialmente  non hanno avuto il successo  sperato  per i problemi  dovuti alla leggibilità degli schermi LCD in piena luce solare e alla durata delle batterie. Un Nuovo impulso è stato dato al settore, dalla nascita della tecnologia  e-ink  ed  inseguito  dalla  SiPix,  il  cui  funzionamento   viene descritto alla fine di questo capitolo. I lettori dotati di queste tecnologie, permettono  la visione  con  la resa  di una  superficie  quasi  identica  alla carta. Ormai gli eReader in commercio fanno tutti uso della tecnologia e- ink oppure SiPix, solo per citarne alcuni: il Sony PRS-505 (e-ink), il Kindle (e-ink) di Amazon, il Cybook (SiPix) della francese Bookeen ed infine l’eReader iLiad (e-ink) di iRex Technologies (una divisione della Philips).

LA RIVOLUZIONE DELL’INCHIOSTRO  ELETTRONICO E-INK

Questa tecnologia è stata inventata nel 1996 da Joe Jacobson, fondatore di  E-Ink,  ed  è  attualmente  la  tecnologia  più  utilizzata  per  i più  diffusi eReader. Electronic paper, questo è il nome esatto della tecnologia, conosciuto al pubblico come e-ink, è una tecnologia di visualizzazione progettata per imitare l’aspetto dell’inchiostro su un normale foglio. A differenza di un normale schermo, che usa una luce posteriore al display per illuminare i pixel, l’e-ink riflette la luce come un normale foglio di carta. La tecnica più utilizzata prevede l’uso di piccolissime sfere di dimensione molto ridotta all’interno dello schermo che sono effettivamente i pixel che comporranno le lettere che leggeremo. Queste sfere sono caricate elettricamente in modo diverso da una parte e dall’altra; una semisfera è positiva  e  colorata  di  nero  mentre  l’altra  semisfera  è  caricata negativamente e colorata di bianco.

Tramite campi elettrici si possono orientare le sfere per ottenere il cambio di  colore  nei  vari  punti  dello  schermo.  Questo  permette  di  realizzare supporti sottili e che richiedono alimentazione solamente quando si vuole modificare la configurazione delle sfere. Si possono quindi realizzare dispositivi leggeri e a elevata autonomia, dato che l’energia è necessaria solo per cambiare il contenuto dello schermo.

SIPIX

E’  la  tecnologia  rivale  di  E-Ink  di  proprietà  di  AUO,  un  produttore  di hardware taiwanese molto attivo nel campo dell’epaper anche con la realizzazione di propri dispositivi. Uno   schermo   SiPix   è   costituito   da   migliaia   di   Microcup.  Potete considerare   le  Microcup  come  dei  microscopici   contenitori  ripieni  di liquido  nel  quale  sono  immerse  delle  particelle   conduttrici. Ecco  un dettaglio della struttura di un display SiPix:

Le Microcup sono racchiuse tra un conduttore trasparente, sopra al quale poggia uno strato di plastica PET, e da una lamina sigillante alla quale è appiccicata il secondo conduttore.

La differenza sostanziale rispetto ad E-Ink la vediamo subito dai disegni: le Microcup sono quadrate (ma possono essere anche esagonali) e contengono un  liquido di colore nero  e  delle  particelle  di  colore bianco. Nell’E-Ink  invece  abbiamo  delle  microcapsule sferiche all’interno delle quali ci  sono  particelle bianche e nere  immerse in un liquido chiaro. Anche nel caso del SiPix l’applicazione di una carica positiva all’elettrodo inferiore dà luogo allo spostamento delle particelle bianche verso la superficie trasparente. Queste particelle essendo altamente riflettenti rifletteranno la luce dell’ambiente e quindi lo schermo risulterà bianco. Vicersa quando le particelle bianche sono “adagiate” sull’elettrodo interno quello  che  si vedrà  sullo  schermo  sarà  il colore  nero,  cioè  quello  del liquido. (però il liquido può essere anche di colore rosso, blu, verde e oro)

COME SCEGLIERE UN LETTORE DI EBOOK

La  domanda  fondamentale  che  tormenta  un  lettore  prima  del  grande salto nel mondo dell’eBook, è sempre la stessa: “Che lettore comprare?”.

In effetti il mercato, da qualche anno, ha cominciato a proporre una scelta abbastanza vasta di lettori per eBook (ai quali bisogna aggiungere smartphone  vari ed iphone  che pure sono in grado  di leggere  eBook), che può generare un certo imbarazzo nella scelta, soprattutto in virtù dei numerosi formati di libri disponibili. La risposta è molto semplice anche se non risolutiva: dipende dall’uso che vogliamo fare del nostro reader.

Possiamo suddividere le persone che leggono in due grandi categorie: I lettori saltuari, che non hanno molto tempo per leggere e lo fanno in più intervalli   di breve durata e magari ripetuti a distanza di qualche giorno. Per  questo  genere  di lettori  potrebbe  andare  bene  anche  uno smartphone, meglio se con uno schermo il più grande possibile. Gli atri tipi di lettori, dagli affezionati,  che quando iniziano a leggere un libro non riescono più a fermarsi ma ne leggono solo uno ogni tanto, a quelli  accaniti,  che  ne  consumano  uno  dopo  l’altro.

Questo  genere  di lettori al contrario avrà bisogno di uno strumento di qualità migliore, con uno schermo più grande, possibilmente non retroilluminato e con batterie di durata molto maggiore di uno smartphone. Il dato da assumere come essenziale in ogni caso è: “un buon eReader deve consentirci di leggere comodamente  e senza stress i nostri libri, le nostre riviste o  i nostri giornali”. Ogni  prodotto  che  troviamo  in  commercio,  fa  certamente  anche altre cose, bisognerà valutare, in base alla distinzione fatta poc’anzi, quello più adatto al nostro caso.

Uno  dei  dilemmi  del  momento  è  rappresentato  dallo  scontro  tra  due grandi  nomi  nel  campo  dell’editoria  digitale:  Apple  ed  Amazon  che significa  scontro  tra iPad  e Kindle, ma alla luce dei ragionamenti  fatti fin’ora tu sei perfettamente  in grado di dare una risposta.  L’iPad non è uno  strumento  fatto  solo  per  leggere  libri,  fa  anche  quello  e  lo  fa abbastanza bene, sempre che non vi passiate davanti molte ore. Il Kindle al  contrario  è  progettato  esclusivamente  per  leggere,  le  altre  funzioni (poche) sono utili ma non essenziali. La differenza principale per i lettori, sta tutta nello schermo:  retroilluminato  e fastidioso  per lunghi  periodi  il primo, basato su tecnologia e-ink o SiPix e quindi molto più riposante il secondo.

A questo punto possiamo mettere a fuoco i punti salienti che influenzano la scelta di un eReader:

  • Grandezza  dello  schermo:  uno  schermo  con  diagonale  da  6” (15.24 cm.) è il minimo per una lettura agevole,
  • Tipo  di  schermo  (tecnologia  utilizzata),  le  tecnologie  e-ink  e SiPix, anche se in toni di grigio sono molto più riposanti per gli occhi,
  • •Quantità di formati leggibili, il minimo è l’epub ed il pdf oltre ad un eventuale formato proprietario,
  • •Durata delle batterie, se si scarica dopo poche ore genera stress e disaffezione, la durata minima è di qualche giorno,
  • •Capacità  di  memoria,  se  è  presente  uno  slot  per  schede  di memoria, non è necessario collegarlo sempre al pc, e la capacità totale si può ampliare solo acquistando una scheda più capace.

Bisogna  infine  considerare  un  altro  elemento  che  interviene,  a  volte anche pesantemente, nella scelta dell’eReader, il prezzo.
Il mercato  Italiano,  per  il momento,  dispone  di  una  discreta  offerta  di reader ma tutti hanno il non irrilevante difetto di costare parecchio. E’ comunque possibile risparmiare  acquistando  in rete da siti americani, la cui tecnologia è avanti di circa sei/otto mesi rispetto all’Italia. Di seguito puoi trovare una tabella riepilogativa dei principali modelli attualmente disponibili nei negozi italiani oppure online, si parte da circa 100 euro del Trekstor Player 7, fino ad arrivare ai circa 800 euro dell’ipad  wifi-3g da 64GB.

DIRITTI D’AUTORE E PIRATERIA

Il diritto d’autore italiano, similmente a quanto avviene in ambito internazionale ed in altri ordinamenti, è quella branca dell’ordinamento giuridico  italiano  che  disciplina  l’attribuzione  di un insieme  di facoltà  a colui che realizza un’opera dell’ingegno di carattere creativo, con l’intento di riservargli diritti morali ed economici. Nel corso del tempo le sue disposizioni   sono  state  modificate  in  più  occasioni,  il  suo  impianto, tuttavia, è rimasto sostanzialmente invariato.

Si possono trovare eBook liberi da diritti od interamente vincolati da rigidi diritti d’autore. Gli eBook liberi da diritti non sono tuttavia completamente a disposizione del pubblico, in quanto spesso coperti da licenze di utilizzo particolare  come  la  creative  commons  che  obbliga  sempre  a  citare l’autore del libro per la sua distribuzione.

Le  licenze  che  regolano  i diritti  sugli  eBook  sono  molte  ma  possiamo dividere  il mercato  in due  parti:  i libri  protetti  da un software  che  non permette la copia perché trattasi di opere coperte da diritti d’autore commerciali,  e libri non protetti da copia pur protetti da qualche  tipo di licenza gratuita. Il  sistema  per  la  protezione  della  copia  sugli  eBook  si  chiama DRM, acronimo di “Digital Right Management”  messo a punto da Adobe alcuni anni or sono.

Con  Digital  Rights  Management (DRM),  il  cui  significato  letterale  è “gestione  dei diritti digitali”, si intendono  i sistemi tecnologici  mediante  i quali i titolari di diritto d’autore (e dei cosiddetti diritti connessi) possono esercitare ed amministrare tali diritti nell’ambiente digitale, grazie alla possibilità  di  rendere  protette,  identificabili  e  tracciabili  le  opere  di  cui sono autori. I DRM sono spesso chiamati “filigrana digitale”, in quanto le informazioni nascoste che vengono aggiunte ai file hanno lo scopo di regolamentarne l’utilizzo,  come la filigrana  delle banconote  che ne impedisce  la falsificazione. Tramite i DRM, i file vengono codificati e criptati in modo da garantire una più difficile diffusione, impedimenti all’utenza e consentirne un utilizzo:
– limitato (ad esempio solo per determinati  periodi di tempo o per un determinato numero di lettori o destinazioni d’uso);

– •predefinito  nella  licenza  d’accesso  fornita  (separatamente)  agli utenti finali.
I file così prodotti portano con sé le diciture di copyright e possono essere arricchiti con altre informazioni, come immagini, biografia degli autori, collegamenti,   ecc.  L’accesso  ai  contenuti  da  parte  degli  utenti  finali avviene  secondo  procedure  di profilazione  ed autenticazione  che permettono di distribuire i file richiesti nelle modalità previste dalla licenza sottoscritta dall’utente.

L’attivazione di un codice seriale che corrisponde al costo di licenza, era una modalità di difesa del diritto d’autore, più facile da violare rispetto ai sistemi di DRM. La validazione del codice può avvenire direttamente sul computer oppure con un collegamento internet al sito del produttore. La legge prevede sanzioni penali nelle ipotesi di elusione dei DRM, l’art. 171 della legge 633/41 recita: “è punito con reclusione e multa chiunque, per trarne profitto, abusivamente distribuisce, vende, detiene a scopo commerciale o concede in locazione programmi o qualsiasi mezzo inteso a consentire la rimozione arbitraria o l’elusione funzionale di dispositivi applicati a protezione di un software”.

Prosegue poi lo stesso articolo: “…punisce penalmente con reclusione e multa chiunque, per uso non personale e a fini di lucro, fabbrica, importa, distribuisce, vende, noleggia, cede a qualsiasi titolo, pubblicizza per la vendita o il noleggio, o detiene per scopi commerciali, attrezzature, prodotti o componenti oppure presta servizi che abbiano la prevalente finalità o l’uso commerciale di eludere le misure tecnologiche di protezione”.

Sempre lo stesso articolo “…punisce penalmente anche chi abusivamente rimuove o altera le informazioni elettroniche poste sulle opere dell’ingegno. Tali informazioni identificano l’opera protetta e l’autore (o qualsiasi altro titolare dei diritti)”, ed ancora “…con la sanzione amministrativa di 154 € (oltre la confisca e la pubblicazione  del  provvedimento)  chiunque  acquista  o  noleggia attrezzature, prodotti o componenti atti ad eludere misure di protezione tecnologiche”.

Per molti programmi esistono dei keygen illegali, categoria di programmi che generano una chiave di licenza valida per sbloccare altri software. Anche per i DRM esistono software illegali che promettono l’elusione dei sistemi   di  protezione   dei  diritti   ma  bisogna   dire   che   non   sempre mantengono ciò che promettono oltre al fatto che chi li crea, chi ne fa uso o soltanto li detiene nel suo pc, commette un reato penale punibile anche con la reclusione.

COME FUNZIONA IL MERCATO DEGLI EBOOK

Ora che possediamo le nozioni di base, possiamo cominciare a guardarci intorno  per capire  qual’è  il nostro  ruolo  (cioè  il ruolo  di noi lettori)  nel mercato degli ebook. Per farlo, però, dobbiamo  innanzitutto  dare un’occhiata al suo funzionamento rispetto al tradizionale mercato di libri tradizionali. Come funzionava (e funziona acora) quest’ultimo? In poche parole e semplificando al massimo: l’autore  scrive  il  libro,  l’editore  ne  cura  la  pubblicazione,  la  stampa  e talvolta la promozione, il distributore lo porta nelle librerie dove il libraio lo vende  e  noi  lettori  lo  compriamo.

Il  prezzo  di  copertina  deve  quindi servire  a  pagare  tutte  queste  figure.  Naturalmente  i  prodotti  editoriali sono tantissimi  e molto diversi l’uno dall’altro  ma in generale  possiamo dire che del prezzo che noi paghiamo una percentuale tra l’8% e il 12% va all’autore,  una buona metà se la dividono il distributore  e il libraio, il resto va all’editore, che è quello che si assume il rischio maggiore. Questi sono conti fatti in maniera  semplicistica  e le percentuali  variano molto a seconda che si tratti di  un bestseller o del manuale di apicoltura biodinamica. Nella filiera di un libro cartaceo i costi più alti sono generalmente rappresentati dalla distribuzione e dal magazzino, e solo secondariamente dalla stampa.

L’affermazione dell’eBook “interferisce” non poco in questa filiera perchè i costi  di produzione  (non  essendoci  la stampa),  di distribuzione  (che  è tutta fatta online) e magazzino  (che praticamente  non esiste) subiscono un drastico calo, riducendosi in buona sostanza alla sola gestione di un sito/database. Alcuni autori se ne sono accorti e infatti hanno cominciato a chiedere l’aumento delle loro royalties, che ora gravitano intorno al 25%. E ciò ci sembra giusto, anzi, si può ancora migliorare. Ma per quanto riguarda i prezzi di copertina – che sono quello che a noi lettori più interessa – come sono cambiate le cose?

Vediamo cosa succede attualmente in Italia. La solita confusione italica. Il mondo editoriale, nel 2010 che ha segnato l’approdo dei libri digitali in Italia, ha cercato di salire su un treno in corsa, senza chiedersi dove stesse andando e se fosse possibile determinarne la  direzione.  In  pratica  gli  editori  che  pubblicano  ebooks  decidono  in maniera completamente  autonoma la politica dei prezzi, non seguendo il mercato ma strutturandolo secondo i loro interessi. Non solo aggiungono i  DRM  ai libri,  rendendo  così  difficile  la diffusione  di una  cultura  degli ebook  e  fomentando  la  pirateria,  ma  propongono  dei  costi  che  non invogliano per niente gli indecisi a scegliere un libro digitale piuttosto che uno  cartaceo.

Le  variazioni  di  prezzo  rispetto  a  un  libro  di  carta,  a seconda  degli  editori,  vanno  da uno striminzito  16%  a un più decente 50%, attestandosi mediamente tra il 20 e il 30%. A tutto ciò c’è da aggiungere  il fatto che il governo non aiuta molto il settore ebook, per I quali l’Iva è al 20%, a differenza del 4% richiesto per un libro tradizionale. La conclusione è che per leggere un buon libro bisogna fare le acrobazie per   districarsi   tra   le   liane   di   un   mercato   che   esclude   dalle   sue considerazioni  quelli  che  ne compongono  l’ossatura  stessa:  I lettori.  E che in questo modo le possibilità  che la lettura in digitale si affianchi  a quella tradizionale  si avvicinano  drasticamente  allo zero, perché non ci sono incentivi di sorta (ancor più se consideriamo il prezzo medio di un ereader in Italia, come abbiamo sottolineato). Insomma, il mercato italiano degli ebook nasce con le ali tarpate. Al di là delle  giuste  osservazioni   di  carattere   economico,   poi,  resta  il  fatto basilare che il libro, digitale o meno, è un veicolo fondamentale di cultura e civiltà; e che renderne difficile la diffusione è un pessimo servizio che si fa ai giovani ed alla cultura in generale.

COME STA CAMBIANDO IL MODO DI LEGGERE

Sembrerà  una banalità, ma ogni cambiamento  tecnologico  reca sempre con  sé una  piccola  rivoluzione  nei gesti,  nelle  abitudini  e nella  stessa mente  delle  persone.  Pensate  al  telefonino cellulare  e  a  come  sono cambiate le comunicazioni interpersonali. Succederà lo stesso con gli ebook? In realtà sta già succedendo, cerchiamo di capire meglio, la domanda è: Come cambia la nostra vita di lettori ora che ci sono gli eBook?

La prima cosa che salta all’occhio è che il nostro conto viene alleggerito mediamente di duecento euro (per il lettore). La seconda riflessione è che fino ad ora la tecnologia relativa al mondo degli  ebook  ha  cercato  di  riprodurre  la  nota,  familiare  esperienza  di lettura su carta. Con qualche limite, evidentemente,  visto che per quanto ci  sia  andata  vicina, non  si  tratta  esattamente  della  stessa  cosa.  Ma anche con qualche  vantaggio  in più, in primo luogo la trasportabilità  di intere biblioteche in poche centinaia di grammi, la possibilità di accedere a librerie online molto ricche, oppure l’uso di dizionari inclusi nei lettori.

E fin qui non varrebbe neanche la pena di discutere, perché la questione si  limiterebbe  a  una  faccenda  di  gusti  personali: carta  vs.  schermo, edizioni  digitali  economiche  vs.  edizioni  a  stampa  curatissime,  o,  al massimo, gusto del retrò vs. passione per il moderno – a volerla mettere in termini estetici. Ma  il  punto centrale  è  un  altro:  la  lettura  sta  diventando  sempre  più “social”, come di dice adesso. E le prove non mancano.

Si moltiplicano i social networks destinati ai lettori: dai tradizionali Goodreads e Shelfari, che funzionano come scaffali virtuali ma anche come luoghi d’incontro ediscussione  tra lettori e tra autori e lettori, ai recenti Bookliners e ai progetti in via di sviluppocome OpenMargin e OpenBookmarks. Alcuni  ereaders  (Kindle  in  primis,  ma  anche  l’iPad)  includono delle funzioni di condivisione, sia dei segnalibri che degli appunti presi:  voi cioè sottolineate  una frase  e il lettore vi dice quante altre persone l’hanno sottolineata, tanto che esiste pure una classifica!  Oppure  vi  permettono  di  scambiare  le  vostre annotazioni su Facebook o Twitter.

I  forum,  i  blog  (come libriefuturo.it)  e  le  testate  online  sono sempre più importanti nel determinare il successo di un autore rispetto a un altro, grazie al passaparola, alle recensioni, allo scambio di appunti. In buona sostanza anche se molto lentamente, il mondo della lettura sta cambiando in modo inesorabile e si contano già le prime vittime, in quegli autori,  editori  o  librai  che,  ancorati  saldamente  al  passato non  hanno avuto  il coraggio  di saltare  sul treno  del futuro.

Il bello  di tutta  questa vicenda, paradossalmente,  è che non ha nulla di nuovo. Come al solito, c’è sempre un sapientone che aveva già capito tutto un sacco di tempo prima! Si tratta di Walter Benjamin, in “L’opera d’arte nell’epoca della sua riproducibilità tecnica”. Un saggio pubblicato 74 anni fa: «Le copie sono state detronizzate, il modello economico basato su di loro sta crollando. In un regime di copie gratuite in abbondanza, esse non costituiscono più la base della ricchezza. Sono le relazioni, i legami, le connessioni e la condivisione. Il valore [di un’opera] si è spostato dalla copia ai molti modi di citare, annotare, personalizzare, editare,   autenticare,    mostrare,    sottolineare,    trasferire   e   affrontare un’opera».

COSA CI ASPETTA NEL FUTURO

Come per il robot guardiano  rimasto solo, di Isaac Asimov, o per il film “Blade Runner”, si potrebbe prendere in prestito la frase “Ho visto cose che  voi lettori  non  potreste  neanche  immaginare…”  e probabilmente  il futuro   della   lettura   avrà   questo   sapore.   Ma   le   risposte   a   questo interrogativo  sono molteplici  e dipendono  da molteplici  fattori anche  se legati a filo doppio tra loro. Per esempio dipenderà dalla capacità di immaginazione degli addetti ai lavori, dalle dinamiche che muoveranno il mercato degli eBook ed infine, ma di non minore rilevanza, dalle possibilità che la tecnologia metterà a disposizione.

Dunque il destino della lettura si giocherà all’interno di un triangolo I cui vertici, indissolubilmente connessi, saranno: le preferenze dei lettori, gli interessi del mercato e lo sviluppo della tecnologia. Come abbiamo visto, la lettura diventa sempre più “social”, quindi in un ipotetico futuro si potrebbe leggere un eBook senza averlo effettivamente sul  reader  grazie  alle  connessioni  wireless  e  vedere contemporaneamente  chi, nel tuo giro di amicizie, sta leggendo lo stesso libro ed anche a che pagina è arrivato. Quindi si potrebbe registrare un’annotazione vocale su di un capitolo in particolare, condividerla e discuterne in rete mentre si viaggia ad esempio in treno.

Lo stesso eBook poi, sempre grazie alle connessioni wireless, potrebbe diventare interattivo e fornire molte più informazioni di quelle che normalmente si ottengono dalla semplice lettura: biografie di personaggi, approfondimenti  di situazioni,  statistiche,  riferimenti  ad altri temi od altri libri e via dicendo. Oppure  si  potrebbe  leggere  il  primo  capitolo  del  libro  e  partecipare, sempre wireless, alla creazione della storia per I capitoli successivi (cosa che cercheremo  di fare sul nostro blog) suggerendo  soluzioni,  contesti, stili o scrivendo in prima persona le prossime pagine del libro. Assodate  le caratteristiche  principali  degli eBook:  l’assenza  di peso, la non occupazione  di spazio  e la possibilità  di farli girare e rigirare  sulla rete  globale,  l’idea  di  biblioteca  si  può  guardare  in  una  luce  del  tutto nuova.  Una  biblioteca  universale  aperta  a  chiunque  abbia  una connessione,  un  enorme  deposito  di  informazioni  e  cultura,  una  vera manna per il genere umano (almeno in buona parte).

Queste  sono  alcune  possibilità   ma  lo  spazio  all’mmaginazione   non manca,  l’importante  è  comprendere  che  eBook  e  libri  tradizionali  non sono assolutamente in concorrenza. La diffusione dei libri digitali, al contrario, contribuisce  diffondendo  il sapere e la cultura, ad una rivalutazione  dei libri cartacei  (specialmente  se pregiati),  l’importante  è non trincerarsi dietro una inutile e dannosa cultura della carta. Nota  di attualità:  mentre  l’Olanda  sta già digitalizzando  tutta la propria produzione libraria dal 1470 in poi, la Francia ha destinato 750 milioni di euro alla digitalizzazione del proprio patrimonio editoriale, negli USA un college  su  quattro  adotta  libri  digitali,  nel  nostro  paese  le  biblioteche pubbliche soffrono per mancanza  di fondi, e la scuola, sia pubblica che privata è lontana anni luce dal digitale.Il futuro è nelle nostre mani, spingiamolo nella direzione giusta.

Autore: Pietro De Santis (documento trovato in rete)

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *